Corriere Sestrese Luglio 2004


Quando via Borzoli e via Chiaravagna erano sotto il mare

Davide Delfino

    Se, attraversando il ponte di Virgo Potens, foste improvvisamente trasportati indietro nel tempo di qualche secolo, vi trovereste a nuotare in un ampio golfo di mare la cui riva di ponente era la dorsale sulla quale corre viale Canepa e la sponda di levante la collina di Virgo Potens. Questa visione alquanto fantasiosa per noi, era assolutamente normale per i sestresi vissuti nel periodo tra l'antichità e l'inizio del basso medioevo; infatti all'epoca la valle dove scorre il torrente Chiaravagna non era ancora stata riempita dei detriti portati dal corso d'acqua, ma ospitava il cosiddetto Golfo del Priano o di S. Lorenzo nel quale si possono collocare i primi cantieri navali e il primo porto di Sestri. Questa insenatura è citata per la prima volta addirittura dallo scrittore latino Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia" quando nel I secolo d.C., essa doveva vedere la strada romana scendere da Borzoli e, attraversando il golfo, dirigersi verso ponente alla volta della Gallia. Tutto questo complesso, strategicamente importante anche perchè il golfo offriva un riparo sicuro alle navi, era difeso da due piccoli forti collocati su ciascuno dei promontori che costituivano l'imboccatura del golfo; le fortezze erano dette del Castiglione e di S. Martino delle quali, nel caso che mai nessuno se ne fosse accorto, sono visibili ancora oggi i resti, proprio nel trafficato centro di Sestri. Infatti il forte di Castiglione sorgeva esattamente dove oggi c'è la chiesa di S. Nicola e quello di S. Martino dove c'è la chiesa (comunemente chiamata) "dei frati" a metà di viale Canepa, dedicata appunto a S. Martino: recandosi presso questi edifici religiosi si può osservare ancora oggi, con un pò di attenzione, ciò che rimane delle mura di quelle fortezze poste a difesa del porto di Sestri dai malintenzionati pirati arabi che nell'alto medioevo scorazzavano nel mar Mediterraneo arrivando nel '980 persino a saccheggiare Genova. Riguardo ai cantieri presenti al Priano è abbastanza famoso l'aneddoto sulle origini del nome dato alla chiesa di Virgo Potens: attorno al XVII secolo si stava varando un "barco", probabilmente dove oggi c'è salita alla chiesa di Virgo Potens, che non ne voleva sapere di scendere in mare; la gente raccolta intorno al cantiere si mise a pregare la Madonna perchè il varo avesse buon fine e, giunte le litanie a invocare "Virgo Potens, ora pro nobis" finalmente il "barco" scese in mare. Si decise da allora di cambiare la dedica della chiesa, che sorgeva proprio lý sopra, da S. Lorenzo (mutuato da uno dei nomi del golfo) a Virgo Potens. Grazie a questo aneddoto sappiamo più o meno fino a che epoca erano attivi tali cantieri e, quindi, anche fino a quando esisteva ancora il golfo del Priano.
    Ma nulla si sa di quando iniziarono ad essere attivi questi primi noccioli delle grandi industrie navali che, sorte più verso mare, resero Sestri famosa nel mondo.