Corriere Sestrese Dicembre 2004


A dieci minuti da Sestri uno scrigno del passato

Storia di un presepe nascosto

di EMILIA PARODI PEDRINA

    Lo scrigno per un tuffo nel passato si apre appena emerge l'abitato di Serra dietro gli impianti per la lavorazione della calce, oppure stando in biblioteca e sfogliando attentamente i documenti che narrano la storia di questo gruppo di case; se poi si ascoltano i ricordi degli anziani del paese allora sembra proprio di rivivere, almeno, quello che fino all'altro ieri era Serra di Panigaro. I molini che una volta davano lavoro alle famiglie del borgo appaiono molto antichi, uno in particolare posto sul poggio roccioso che sovrasta le case, risalirebbe al 1700 a detta di chi l'ha visto fin da bambino: eppure spulciando antichi documenti notarili sembra che ne esistessero prossimi a Serra sin dal 1197, quando in un atto di vendita si fa riferimento ad un "acquedotto e a un molino confinante con il fossato del Chiaravagna" situato presso una falda di acqua potabile del monte Gazzo appena sopra Panigaro (analoga a quella che gli abitanti ricordano ancora). Questi antichi molini, presenti almeno in cinque esemplari tutt'ora visibili e in buone condizioni danno una specificità storica a questa località, tanto da essere vincolati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici: tra tutti, uno conserva ancora la ruota che, spinta dall'acqua, fino a qualche decennio fa permetteva il lavoro di una conceria, ma la cosa più interessante è il condotto che, pescando da una falda acquifera e attraversando Serra dal primo all'ultimo mulino, non solo portava forza idraulica ma serviva anche alle massaie da lavatoio; e chissà che non corra sul tracciato di quell'acquedotto citato negli atti notarili medioevali. Ancora da queste fonti riemerge il nome di un'antica famiglia che sembra essere legata alla storia non solo di Serra, ma anche della vallata del rio Cassinelle, che lambisce il paesino: i Roggerone possessori di prati da foraggio presso il monte Timone fin dal 1195 e che poi nel XIX secolo si trasferirono da Cassinelle a Serra. Per la verità un'altra casata, di nobile stirpe, è legata a questi luoghi: i Grimaldi, dei quali si puņ osservare lo stemma nei graziosi e poco noti affreschi della seicentesca chiesetta posta nel mezzo del paese; essi possedevano sia terre nei dintorni di Serra fin dal 1269 con Oberto Grimaldi sia tombe di famiglia nella vicina chiesa di S. Maria di Cassinelle.
    Ma l'eredità storica a Serra non è fatta solo da mulini secolari e tracce di medioevali casate, bensì anche di antiche vie contadine, come la strada documentata in un atto del 1195 che dal fondo delle miniere (dette muasse) sotto il monte Timone, toccava Cassinelle, per dirigersi o verso Sestri o verso Serra tramite un sentiero, al termine del quale ancora in tempi non remoti veniva chiesto un pedaggio per il transito.
    Ritornando ai nostri tempi, ci si chiede se dopo le manifestazioni per Genova 2004 durante le quali si sono riscoperte saggiamente le grandi evidenze storico culturali della nostra città, il lavoro fatto possa vanificarsi non dando lustro per gli anni a venire anche a piccole e periferiche realtà come Serra di Panigaro.