Corriere Sestrese Dicembre 2004


Alla fermata del 161 un borgo che superbretella e svincolo per l'aeroporto vorrebbero cancellare Serra, un paese da difendere

di EMILIA PARODI PEDRINA

    Da sempre la bellezza è negli occhi di chi guarda. O di chi ci vive. Serra di Panigaro sembra il set di un film del dopoguerra - e infatti non manca neppure un rifugio scavato nella roccia dai residenti di allora -abbarbicato intorno a una creusa in mezzo a colline rosicchiate e bianche di calce. Solo che la guerra contro il paese non l'ha fatta "Pipetto", ma le cave e il percolato di Scarpino. Ma Serra sopravvive con grande dignità allo scempio ambientale che la circonda grazie all'amore dei suoi abitanti, gente schietta e orgogliosa che lì ha le proprie radici. Se i muri sgretolati, i vecchi mulini, le mole di pietra potessero parlare racconterebbero storie splendide di fatica e farina. Ma ora il bianco che la circonda ha altri nomi: calce e schiuma da percolato.
    Una valle stretta e meravigliosa quella di Serra di Panigaro con un cielo tenero nonostante tutto. Che la Gronda, quella di Ponente - o meglio lo svincolo verso l'aerostazione del Cristoforo Colombo - vorrebbe cancellare con un colpo di ruspa. Brutto scoprire dai giornali che domattina la tua casa non ci sarà più. Drammatico. Senza essere stati neppure avvisati. Quell'edificio in cui hanno vissuto sei generazioni della stessa famiglia, dove tua figlia di 20 giorni gorgheggia alla bisnonna.
    Sì, doveva essere una bomboniera la Serra di una volta. L'osteria, i mulini in sequenza, a un passo il forno e poco distante la Bianchetta con gli indimenticabili panini al salame e i balli con la corda. Una realtà che oggi non esiste più. Ma la gente quella c'è. Eccome. La gente c'è a ricordare il passato e a progettare un futuro per i figli.
    Oggi sono solo 40 voti. Ma ne hanno alle spalle altri 50.000, quelli di una Sestri decisa a non accettare che venga cancellata una così preziosa testimonianza del proprio territorio.
    Quanti alla società autostrade hanno tirato una riga senza neppure preoccuparsi di cosa ci stesse sotto dovranno fare un passo indietro e rivedere il progetto. Sembra l'abbiano già fatto. E che i famigerati piloni della superbretella vengano costruiti più a monte in pratica all'altezza della cava di Ghigliazza.
    Ma due ponti con tanto di svincolo per GE-aeroporto passerebbero comunque davanti o sopra al borgo di Serra di Panigaro con un notevole impatto visivo. Deturpandola. Per non parlare di un ulteriore inquinamento da traffico pesante e non.
    Allora nasce spontaneo un appello. Lasciate Serra di Panigaro così com'è: un presepe* naturale alla fermata del 161.

    *da oggi visitabile come negli anni '90 con le figurine in legno disposte lungo la salita di accesso