Corriere Sestrese Marzo 2005


L'eremo era luogo di quiete e meditazione fin dal 1267

La chiesa di Cassinelle

    Chi, conoscendo i nostri monti, sale per il sentiero alle spalle di Serra di Panigaro e si allaccia alla vecchia via Cassinelle, arriva scarpinando presso la località omonima e scopre a poco a poco, nascosto tra rovi e lecci che ormai ne prendono il posto, l'antico eremo il quale conserva tra le sue mura sempre più decrepite, ben settecentocinquant'anni di storia. Vedendo oggi la chiesa ormai senza tetto, con stucchi e affreschi interni esposti alle intemperie, assieme alle rovinate vestigia degli altri ambienti monasteriali, desta stupore scoprire che la prima notizia di una "cella" alle Cassinelle, dove alcuni frati facevano vita eremitica, risale addirittura al 1267. E i monaci che là risiedevano dovevano attirare molta devozione dal circondario, tanto da ricevere in quell'anno una donazione di terre.
    Passano gli anni e il gruppo di eremiti diventa sempre più importante. Anche i loro beni aumentano al punto che nel 1299 essi eleggono un certo Pietro Bonaccorsi come loro procuratore (incaricato quindi di fare da notaio e amministratore delle loro proprietà).
    Tra le celle preesistenti, vi era un romitorio, una sorta di edificio dove riunirsi per la preghiera comunitaria, che nel 1308 viene ampliato dando così corpo alla prima chiesa di S. Maria di Cassinelle: essa richiede più di un anno per essere edificata, perchè ancora nel 1309 si sa che il priore dei frati di Cassinelle, frate Benedetto, è impossibilitato a recarsi a Pavia per l'elezione di un abate del proprio ordine, in quanto è occupato a seguire i lavori della chiesa. Il complesso monasteriale di Cassinelle raggiunge ormai una certa importanza al punto che nel 1313 il priore fra' Benedetto è anche sindaco di S. Maria del Priano e i nobili Grimaldi costruiscono le proprie tombe sotto la chiesa dei frati nel 1332. Il nostro fra' Benedetto priore sembra essere ancora protagonista delle cronache e pare portare sempre più in alto nella Chiesa Romana il prestigio del monastero: si dice infatti che nel 1340, essendo giunto ad un'età molto avanzata, non possa per ragioni di salute partecipare ad un incontro nientemeno che con il Papa.
    Sotto il nuovo priore, tale fra' Guglielmo, la solidità economica del monastero comincia a vacillare. E nel 1351 i frati necessitano di aiuti economici tanto che lo stesso cardinale di Genova, Papiniano Fieschi, sollecita l'invio di contributi; nonostante ciò i frati di Cassinelle continuano ad avere una certa disponibilità di denaro, dal momento che nel 1387 pagano ben 10 lire per il sostentamento del Papa Urbano VI, mentre la parrocchiale di S. Giovanni Battista solo 4,6. L'autonomia amministrativa del monastero finisce però nel 1451 quando lo stesso Papa Nicolò V ne decreta l'unione con il monastero di S. Nicolò del Boschetto, forse proprio in virtù di una ridotta disponibilità di liquidi da parte dei frati di Cassinelle.
    L'ultimo fatto degno di nota nella secolare storia del monastero, riguarda purtroppo la profanazione in anni recenti da parte di ignoti delle tombe dei Grimaldi, poste sotto la chiesa. Mentre quest'ultima aspetta solo, come il resto del complesso, di essere resa almeno fruibile da parte di chi, accostando l'utile al dilettevole, nelle belle giornate è solito unire una sana camminata alla riscoperta di testimonianze storiche e artistiche proprio dietro casa.